La scienza dietro la sedia attiva: come i micro-movimenti migliorano postura e muscoli
Trascorrere molte ore seduti in modo statico, prima in ufficio e poi a casa, è diventato una sorta di sport di resistenza moderno, solo senza medaglie. Il problema è che il corpo umano non è progettato per restare immobile. Man mano che diventiamo più consapevoli delle conseguenze della seduta prolungata, la natura passiva della classica sedia da ufficio viene sempre più messa in discussione.
Le sedie per la seduta attiva offrono un approccio diverso. Incoraggiano movimenti sottili ma costanti che non solo migliorano la postura, ma aiutano anche a rimanere più lucidi, più in salute e decisamente meno “incollati” alla sedia.
Cos’è una sedia attiva?
Una sedia attiva consente al corpo di muoversi mentre si svolgono le normali attività da scrivania. A differenza delle sedie tradizionali, le sedie per la seduta attiva favoriscono i micro-movimenti naturali del corpo. Si possono definire sedute “amiche del movimento”.
Questi movimenti leggeri e continui riducono gli effetti negativi della seduta statica prolungata, mantengono attiva la circolazione, tengono i muscoli in funzione e aiutano la postura a regolarsi in modo più naturale.
La scienza dei micro-movimenti
Ogni muscolo, tendine e articolazione del nostro corpo possiede recettori in grado di percepire i cambiamenti di posizione, anche quelli minimi. Questa capacità si chiama propriocezione, ovvero il sistema di orientamento interno del corpo che ci permette di sapere dove siamo nello spazio. Fa parte del sistema somatosensoriale, responsabile della percezione del tatto, del movimento e della posizione.
Quando ci sediamo o stiamo in piedi su una superficie instabile, il corpo invia continuamente segnali al cervello per correggere l’equilibrio. Queste regolazioni avvengono in modo automatico, senza che ce ne rendiamo conto, mentre i muscoli rispondono in tempo reale.
Sedersi su una sedia attiva leggermente instabile funziona allo stesso modo. Quando il corpo sposta anche solo leggermente la seduta, deve rimanere vigile e pronto a reagire. I muscoli profondi stabilizzatori della colonna vertebrale, noti anche come muscoli tonici, vengono così attivati per mantenere la postura eretta.
Questi muscoli sono composti prevalentemente da fibre a contrazione lenta, progettate per la resistenza e per sostenere la postura nel tempo, non per movimenti esplosivi. Al contrario, i movimenti ampi coinvolgono soprattutto i muscoli fasici, più grandi e adatti a sforzi brevi e intensi.
Se però restiamo seduti in modo statico per lunghi periodi o ci muoviamo poco durante la giornata, questi muscoli profondi si indeboliscono. La propriocezione diventa meno efficiente e mantenere l’equilibrio richiede più sforzo. Le ricerche mostrano una forte correlazione tra la seduta statica prolungata e il mal di schiena nella zona lombare (Odesola et al., 2024).
La buona notizia è che, come qualsiasi abilità, anche l’equilibrio e la coordinazione muscolare possono essere riallenati. Il sistema di “autocorrezione” del corpo migliora con la pratica.
Benefici della seduta attiva
La seduta attiva non significa semplicemente muoversi per irrequietezza. Questi piccoli movimenti costanti innescano una serie di benefici concreti per la salute.
- Attiva i muscoli centrali. Attiva i muscoli del core. I movimenti sottili coinvolgono i muscoli responsabili della stabilizzazione della colonna vertebrale, contribuendo a prevenire il mal di schiena.
- Aumenta lo scambio di liquidi e la nutrizione nei dischi della colonna vertebrale. Attiva i muscoli del core. I movimenti sottili coinvolgono i muscoli responsabili della stabilizzazione della colonna vertebrale, contribuendo a prevenire il mal di schiena.
- Favorisce la posizione neutra della colonna vertebrale. Favorisce lo scambio di fluidi e la nutrizione dei dischi intervertebrali. I micro-movimenti continui mantengono la colonna vertebrale in un movimento delicato, essenziale per l’ossigenazione e l’apporto nutritivo dei dischi.
- Migliorare le capacità cognitive. Promuove una posizione neutra della colonna. La seduta attiva riequilibra la muscolatura lombare e favorisce una leggera inclinazione anteriore del bacino. Al contrario, la seduta passiva spinge il bacino all’indietro, facendo perdere la posizione lombare neutra necessaria a distribuire correttamente i carichi.
- Incoraggia una respirazione migliore. Migliora le capacità cognitive. Il movimento costante e le piccole azioni integrate nella giornata lavorativa, come alzarsi dalla sedia, aumentano produttività e prestazioni.
Favorisce una respirazione migliore. Una postura eretta e neutra apre il torace, riduce il carico sul diaframma e migliora automaticamente il flusso d’aria verso i polmoni.
Respirazione e postura: un legame spesso sottovalutato
La seduta statica prolungata influisce direttamente sulla respirazione. La posizione curva, spesso percepita come comoda, aumenta la rigidità della colonna, riduce la mobilità toracica e rende più difficile respirare in modo efficace. Il tempo trascorso seduti riduce anche il volume polmonare durante l’inspirazione e rende meno efficiente la contrazione muscolare durante l’espirazione (Lurati, 2018). Il diaframma subisce una tensione costante dovuta alla gravità, limitando la capacità di respirare profondamente.
Una respirazione compromessa non colpisce solo il sistema respiratorio, ma anche il benessere psicologico e neurologico. Una ridotta ossigenazione del cervello può causare annebbiamento mentale, irritabilità e stanchezza. Influisce sull’umore, sulla concentrazione, sull’ossigenazione del sangue, sulla postura e sul sistema nervoso parasimpatico. L’assenza di questi fattori biopsicologici favorisce lo stress cronico, che a sua volta aumenta il dolore lombare (Sullivan Nick et al., 2021).
Favorendo una postura eretta e un corretto allineamento della colonna, la seduta attiva migliora la meccanica respiratoria, sostiene l’equilibrio del sistema nervoso e riduce il carico di stress complessivo sul corpo.
Il problema della seduta a gambe incrociate
Oltre alla seduta statica e incurvata, un’altra abitudine comune merita attenzione: sedersi con le gambe incrociate.
La posizione a gambe incrociate aumenta l’obliquità del bacino e favorisce una rotazione posteriore (Jung et al., 2020). Per quanto possa sembrare elegante, questa postura esercita una compressione aggiuntiva sui muscoli glutei e sul piriforme, indebolendoli nel tempo. Aumenta inoltre lo stress rotazionale su bacino e colonna lombare, con possibili effetti negativi sull’allineamento delle anche e un aumento del disagio lombare.
Nella maggior parte dei casi, le sedie attive non sono comode per stare seduti a gambe incrociate, proprio perché sono progettate per muoversi. Basta spostare il peso su un lato per rendersi conto che l’equilibrio entra subito in gioco. È uno dei motivi per cui una sedia attiva è una scelta intelligente: sostiene la postura e mantiene entrambi i lati del corpo attivi e bilanciati.
Le sedie per la seduta attiva funzionano davvero? Cosa dice la ricerca
Gli studi dimostrano che alcune sedie attive aumentano l’attività dei muscoli profondi della colonna vertebrale (Kuster et al., 2020). L’attivazione di questi muscoli stabilizzatori porta numerosi vantaggi. Migliora la postura, la forza, la salute complessiva della colonna e riduce il mal di schiena, trasformando il tempo trascorso seduti in una sorta di allenamento leggero per la schiena.
Come scegliere la migliore sedia per la seduta attiva: la sedia Muista
Non tutte le sedie per la seduta attiva sono uguali. Quando si sceglie la sedia attiva da ufficio più adatta, è importante considerare il tipo di movimento, le abitudini quotidiane, gli obiettivi fisici e il design. Vediamo perché la sedia Muista si distingue.
Tipo di movimento
La sedia Muista consente micro-movimenti su più piani, sia avanti e indietro sia lateralmente. Questa variabilità riproduce i movimenti naturali del bacino durante attività come la camminata.
Equilibrio e instabilità
Muista offre il giusto equilibrio tra stimolo e sicurezza. L’instabilità delicata favorisce equilibrio, propriocezione e controllo del tronco, rendendola ideale per attivare i muscoli posturali profondi e rimanere coinvolti durante tutta la giornata.
Posizione neutra della colonna
Il movimento avanti-indietro della sedia Muista favorisce una posizione lombare neutra e aiuta a distribuire in modo più uniforme il carico sui dischi intervertebrali.
Design
La sedia Muista abbina un design pulito e minimalista a una gamma di colori adatta a ogni stile, dimostrando che il supporto posturale può essere funzionale ed esteticamente curato.
Conclusione
Molte persone scelgono automaticamente una sedia da ufficio standard, ma la ricerca indica che una sedia attiva può essere un’opzione più salutare (Léger et al., 2022). Abbinare una sedia attiva a una scrivania regolabile in altezza è una combinazione ergonomica particolarmente efficace, che unisce movimento, flessibilità e comfort per sostenere sia il corpo sia la giornata lavorativa.
Autrice: Milda Gaigalaite
Co-autrice ed editor scientifico: Ieva Aleknaitė-Dambrauskienė
Riferimenti bibliografici
Jung, K. S., Jung, J. H., In, T. S. (2020). Effetti della posizione seduta a gambe incrociate sugli angoli del tronco e del bacino e sulla pressione glutea in soggetti con e senza lombalgia. International Journal of Environmental Research and Public Health, 17(13), 1–9. https://doi.org/10.3390/ijerph17134621 https://doi.org/10.3390/ijerph17134621
Kuster, R. P., Bauer, C. M., Baumgartner, D. (2020). Controllo dei muscoli del tronco durante la seduta attiva su una sedia da ufficio dinamica. PLoS ONE, 15(11), 1–15. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0242854 https://doi.org/10.1371/journal.pone.0242854
Léger, M. C., Cardoso, M. R., Dion, C., Albert, W. J. (2022). La seduta attiva provoca maggiori cambiamenti fisiologici rispetto alle postazioni sedute tradizionali e a quelle in piedi? Applied Ergonomics, 102, 103741. https://doi.org/10.1016/j.apergo.2022.103741 https://doi.org/10.1016/j.apergo.2022.103741
Lurati, A. R. (2018). Problemi di salute e rischi di infortunio associati alla seduta prolungata e agli stili di vita sedentari. Workplace Health and Safety, 66(6), 285–290. https://doi.org/10.1177/2165079917737558 https://doi.org/10.1177/2165079917737558
Odesola, D. F., Kulon, J., Verghese, S., Partlow, A., Gibson, C. (2024). Sedie intelligenti per il rilevamento, la classificazione e il monitoraggio della postura seduta: una revisione completa. Sensors, 24(9). https://doi.org/10.3390/s24092940 https://doi.org/10.3390/s24092940
Sullivan, N., Hebron, C., Vuoskoski, P. (2021). Comunicare la lombalgia cronica aspecifica: le esperienze vissute dei fisioterapisti nella spiegazione della diagnosi ai pazienti. Physiotherapy Theory and Practice, 37(9), 973–992. https://doi.org/10.1080/09593985.2019.1672227 https://doi.org/10.1080/09593985.2019.1672227
